Progetto artistico e sociale promosso dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale e dall’Associazione culturale Megaride Felice presieduto dall’ischitana Tina Monti, con il coinvolgimento attivo degli studenti e delle studentesse dell’Istituto Artistico Statale di Napoli e dell’Istituto Superiore Gentileschi
“Con ‘L’Onda della Memoria’ non celebriamo soltanto il ricordo, ma il futuro. Il cuore pulsante di questo progetto sono i ragazzi, che con straordinaria energia e creatività hanno dato vita a un’opera monumentale capace di toccare le coscienze. Questo importante traguardo è stato possibile grazie alla preziosa sinergia istituzionale con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, con la Capitaneria di Porto e con tutte le istituzioni che hanno condiviso il valore dell’iniziativa. Vedere le nuove generazioni trasformare la memoria in arte e impegno civile significa comprendere che il passato può e deve diventare un faro per il domani” – cosi la Presidentessa dell’Associazione culturale Megaride Felice,l’ischitana Tina Monti, ha voluto introdurre e presentare Progetto artistico e sociale promosso con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale , con il coinvolgimento attivo degli studenti e delle studentesse dell’Istituto Artistico Statale di Napoli e dell’Istituto Superiore Gentileschi.Monti ha spiegato che oggi, nel giorno del suo compleanno, la panchina reca dipinto è ” dedicato a mio Padre Capo Monti, sommergibilista di Marina Militare”. L’iniziativa nasce dalla volontà di trasformare il ricordo di chi ha perso la vita in mare in un’opera tangibile di memoria collettiva: una panchina monumentale dipinta dai ragazzi sul tema dell’approdo negato e del mare come custode delle memorie. Per Napoli, il mare rappresenta da sempre vita, accoglienza, scambio e identità. Ma le sue acque sono state anche testimoni di tragedie silenziose e di viaggi senza ritorno. Da questa consapevolezza prende forma un’opera che non vuole essere soltanto un elemento urbano, ma un luogo simbolico di sosta, riflessione e memoria condivisa. Durante la giornata saranno inoltre esposti i bozzetti e i progetti artistici realizzati dagli studenti nell’ambito del percorso creativo che ha portato alla nascita dell’opera monumentale. I giovani diventano così custodi attivi della memoria, trasformando l’arte in testimonianza civile e partecipazione collettiva. L’iniziativa è realizzata con il patrocinio della Capitaneria di Porto di Napoli, del Comune di Napoli e della Presidenza del Consiglio Regionale della Campania. Il progetto si inserisce nel programma nazionale degli Italian Port Days, promossi da Assoporti, iniziativa che negli anni è diventata uno dei principali strumenti di dialogo tra porto e comunità. L’edizione 2026 ha come tema “L’Italia porta del Mediterraneo. Dialoghi tra porti e città”, con l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra il sistema portuale, i cittadini, le scuole, le università, le associazioni e il territorio. In questo contesto “L’Onda della Memoria” rappresenta pienamente la nuova visione del porto contemporaneo: non più spazio chiuso e separato dalla città, ma luogo aperto di cultura, confronto, inclusione e partecipazione.
Entusiasta il presidente del consiglio regionale Massimiliano Manfredi: “Rivolgo un sentito ringraziamento agli organizzatori dell’iniziativa “L’Onda della Memoria”, che oggi ci ha riunito in un luogo simbolico e identitario come il Porto di Napoli, crocevia di storie, di lavoro, di partenze, di approdi e di speranze.
Il mare, che da sempre rappresenta incontro, libertà e sviluppo, porta con sé anche il ricordo di tante vite spezzate, di uomini e donne che nel mare hanno trovato il proprio destino. A loro abbiamo rivolto questa mattina il nostro pensiero più rispettoso e commosso. L’iniziativa ha assunto un significato ancora più forte perché ha unito istituzioni, mondo della cultura e scuola.L’opera simbolica scoperta, una panchina realizzata dagli studenti e dalle studentesse del Liceo Artistico Statale di Napoli e dell’Istituto Superiore Gentileschi, testimonia come la memoria possa diventare linguaggio condiviso, sensibilità civica, impegno delle nuove generazioni.
Quando i giovani partecipano attivamente alla costruzione della memoria pubblica, si rafforza il senso di comunità e si consolida il legame tra cittadini, territorio e istituzioni. È questo uno degli aspetti più importanti di questa giornata.
Il Porto di Napoli non è soltanto un’infrastruttura strategica per l’economia della Campania e del Mezzogiorno: è un luogo dell’anima, parte integrante della nostra identità storica e culturale. Rafforzare il legame tra porto e comunità significa valorizzare una storia millenaria fatta di relazioni, lavoro, solidarietà e accoglienza. Come Consiglio Regionale della Campania abbiamo voluto sostenere con convinzione questa manifestazione, perché crediamo nel valore delle iniziative che promuovono coscienza civile, memoria e partecipazione. Le istituzioni hanno il dovere non soltanto di amministrare, ma anche di custodire i valori che tengono unite le comunità. Rivolgo quindi un ringraziamento all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno, all’Associazione “Megaride Felice”, alla Capitaneria di Porto, al Comune di Napoli, alle scuole coinvolte e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo importante momento. Che “L’Onda della Memoria” possa continuare a parlare alle coscienze, soprattutto dei più giovani, affinché il ricordo delle vittime del mare non sia mai soltanto commemorazione, ma anche monito, responsabilità e impegno verso una società più umana e più solidale”.
Il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, dott. Eliseo Cuccaro, ha dichiarato: “Durante la visita pastorale dello scorso 8 maggio, Papa Leone XIV ha ricordato come il porto di Napoli sia un luogo di accoglienza, di incontro tra popoli e di speranza. Parole che assumono oggi un significato ancora più profondo attraverso questa iniziativa. ‘L’Onda della Memoria’ vuole essere un segno concreto di umanità e di responsabilità collettiva, capace di custodire il ricordo di chi ha perso la vita in mare e, allo stesso tempo, riaffermare il ruolo del porto come spazio aperto alla città, alla solidarietà e al dialogo. È particolarmente significativo che questo messaggio venga affidato ai giovani, alla loro sensibilità e alla loro capacità di trasformare la memoria in arte e coscienza civile.

