Per fronteggiare i disagi logistici causati dall’emergenza bradisismo e dalle conseguenti limitazioni al transito dei veicoli pesanti nel comune di Pozzuoli, la Regione Campania ha approvato una riduzione del cinquanta per cento sui costi di prevendita dei titoli di viaggio marittimi destinati al trasporto merci verso l’isola d’Ischia.
Il provvedimento, reso operativo dall’otto settembre, si applica specificamente ai mezzi commerciali con massa superiore alle tre tonnellate e mezza e lunghezza oltre gli otto metri impiegati sulle tratte temporaneamente deviate o attivate sullo scalo di Napoli Porta di Massa. L’iniziativa della Direzione Generale per la Mobilità giunge a seguito delle accese proteste e dell’esposto formale presentato dalla società di trasporti New Atec, che aveva evidenziato sensibili rincari sulle corse in convenzione rispetto alle abituali rotte flegree.
La contestazione mirava a chiarire come il costo complessivo per singolo viaggio fosse aumentato di oltre il venti per cento, un incremento imputabile in massima parte al drastico sbalzo della commissione di prenotazione, passata da poco più di un euro ad oltre ventitré euro. A di fuori delle tariffe di trasporto primarie, che l’ente regionale ha confermato essere rimaste invariate e coperte dai fondi pubblici dedicati alla continuità territoriale, il fattore critico era rappresentato dai servizi accessori applicati dalle compagnie di navigazione Medmar e Caremar.
Verificato attraverso i dati di affluenza che i traghetti impiegati nelle fasce orarie straordinarie non presentavano criticità di sovraffollamento tali da giustificare sovrapprezzi dissuasivi, l’amministrazione regionale ha concordato con i vettori il dimezzamento della quota di prevendita. A chiarimento delle disposizioni operative, gli uffici regionali hanno successivamente diramato una nota correttiva per specificare con esattezza le tratte coperte dalla riduzione tariffaria, individuandole nei collegamenti notturni di Medmar tra Casamicciola, Procida e Napoli e nelle corse mattutine di Caremar, garantendo così una mitigazione dell’impatto economico sulle imprese incaricate di assicurare l’approvvigionamento dei beni essenziali sull’isola.

