La pluriennale disputa legale riguardante il depuratore di San Pietro a servizio dei comuni di Ischia e Barano giunge a conclusione tramite un accordo transattivo tra la Regione Campania e la società Limparo S.r.l., proprietaria dei terreni interessati. L’intesa prevede il versamento di due milioni e mezzo di euro entro il quindici luglio duemilaventisei da parte dell’ente regionale, a fronte della rinuncia da parte della società a qualsiasi ulteriore pretesa economica, interessi o rivalutazioni legati alle passate occupazioni illegittime.
Invece di ricorrere all’espropriazione o all’acquisizione coattiva sanante, la Regione ottiene il diritto di superficie interrata su un’area di tremilaottocentotrentotto metri quadri ai sensi dell’articolo 955 del Codice Civile, consentendo la realizzazione dell’impianto nel sottosuolo. La superficie soprastante rimarrà di proprietà della Limparo, che si impegna a riqualificarla a proprie spese integrando un giardino all’italiana privo di alberi ad alto fusto per preservare le strutture sottostanti, facendosi carico dei disagi derivanti dal regolare funzionamento dell’opera. Entro venti giorni dalla sottoscrizione dell’atto, la Regione dovrà restituire alla società i restanti settemilacinquecentonovanta metri quadri precedentemente occupati in via temporanea, liberandoli da vincoli e ripristinando lo stato dei luoghi.
La controversia trae origine dal duemilaquattro con i primi decreti di occupazione e dalle successive proroghe non rispettate per il completamento dei lavori entro il duemilatredici e il duemilaseici, situazioni che avevano portato a pronunce favorevoli al privato sia da parte del TAR Campania sia da parte del Consiglio di Stato nel febbraio duemilaventicinque. La reale esecuzione delle opere resta in capo al Commissario Straordinario Unico per la Depurazione, mentre la validità della transazione rimane subordinata al puntuale rispetto delle scadenze finanziarie stabilite, la cui inosservanza riaprirebbe il contenzioso giudiziario. Resta tuttavia aperto il confronto sui duemiladuecentotrenta metri quadri legati al vecchio impianto in gestione al Comune di Ischia e alla società EVI, esclusi da questo accordo ma soggetti a futuri sviluppi economici basati sui parametri stabili nella recente trattativa.

