Il Comune di Capri finisce sotto l’attenzione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per la decisione di prorogare fino al 30 settembre 2027 le concessioni demaniali marittime per stabilimenti balneari e nautica da diporto. Secondo l’Antitrust, la scelta viola le norme europee sulla concorrenza e ostacola l’apertura del mercato. L’AGCM ha contestato formalmente la delibera comunale n. 110/2025 e la determinazione dirigenziale n. 96/2025, ritenendole in contrasto con il diritto dell’Unione e con precedenti sentenze del Tar Campania che avevano già bocciato proroghe analoghe. L’Autorità respinge anche la tesi della proroga “tecnica”, sottolineando che le gare pubbliche avrebbero dovuto essere avviate immediatamente e non rinviate con il pretesto dell’adeguamento degli strumenti urbanistici. Il caso di Capri non è isolato: situazioni simili si registrano anche a Ischia e Procida, dove proroghe generalizzate hanno di fatto congelato la concorrenza, talvolta estendendosi impropriamente anche alla nautica da diporto. L’AGCM richiama inoltre il tema degli indennizzi, che devono riguardare solo gli investimenti non ancora ammortizzati, evitando compensazioni tali da scoraggiare nuovi operatori. L’invito è ad adottare procedure di gara trasparenti, con canoni equi e pari condizioni di accesso. Il messaggio dell’Autorità è netto: stop alle proroghe e avvio immediato delle gare, altrimenti entro 60 giorni potrà scattare il ricorso in giudizio.
IL CASO – CONCESSIONE BALNEARI PROROGATE AL 2027, CAPRI NEL MIRINO DELL’AUTHORITY
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