Un nuovo incidente riaccende l’attenzione sulla sicurezza del porto di Pozzuoli, sempre più congestionato con l’avvicinarsi dell’estate e segnato da una promiscuità crescente tra passeggeri, mezzi e operatori portuali. Una situazione che, unita alla scarsa attenzione di molti viaggiatori e ai disservizi del trasporto marittimo, sta rendendo le operazioni di imbarco sempre più delicate.
L’episodio è avvenuto durante le fasi di ormeggio di una nave diretta a Ischia. Una turista, in attesa di salire a bordo, sarebbe rimasta troppo vicina alla zona operativa, nonostante le ripetute indicazioni dell’ormeggiatore, che le aveva chiesto di arretrare per consentire la manovra in sicurezza. La donna, però, stando a quanto ci ha dato a prendere, non avrebbe dato ascolto alle istruzioni.
Nel momento in cui la cima è stata lanciata a terra, la passeggera è stata colpita dal sacchetto terminale della fune di ormeggio, riportando un trauma violento al volto. Un impatto che ha sorpreso gli stessi operatori, abituati a gestire situazioni complesse ma sempre più spesso costretti a fronteggiare comportamenti imprudenti da parte dei viaggiatori.
Nonostante il dolore e lo shock, la turista ha deciso di non rinunciare alla vacanza e si è comunque imbarcata verso Ischia. Una volta giunta sull’isola, però, le sue condizioni sono peggiorate ed è stata accompagnata al Pronto Soccorso dell’ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno. Qui i medici, dopo le prime cure, hanno riscontrato la perdita o comunque la compromissione di circa otto denti, oltre a contusioni e lesioni al volto.
L’incidente si inserisce in un quadro già critico: banchine affollate, passeggeri che ignorano le indicazioni del personale, ritardi, disagi e un traffico marittimo in costante aumento. Gli operatori portuali denunciano da tempo la necessità di regole più rigide, percorsi separati tra passeggeri e mezzi, maggiore vigilanza e campagne informative rivolte ai viaggiatori.
Perché, come dimostra quanto accaduto a Pozzuoli, basta un attimo di distrazione o di superficialità per trasformare una normale operazione di ormeggio in un incidente potenzialmente grave.

