I dati dei traffici marittimi relativi alla stagione estiva nell’isola d’Ischia evidenziano un totale di un milione e settecentomila transiti nei mesi di giugno, luglio e agosto, cifra che tuttavia non rispecchia la reale salute dell’economia turistica locale. Poiché ogni viaggio implica un tragitto di andata e uno di ritorno, la quota complessiva si dimezza immediatamente a circa ottocentocinquantamila persone effettive.
Da questo insieme occorre dedurre la mobilità ordinaria dei pendolari, costituita da lavoratori stagionali, forze dell’ordine, personale sanitario, trasportatori e residenti che viaggiano per necessità quotidiane, stimata in almeno quattromila persone al giorno per un totale di trecentosessantottomila passaggi nel trimestre. Scomputato questo flusso non turistico, i visitatori scendono a quattrocentottantaduemila unità, tra le quali figura una consistente componente di escursionisti giornalieri che affollano i trasporti senza pernottare né generare indotto per l’artigianato, i negozi o la ristorazione serale.
Il numero di turisti effettivi stanziali oscilla quindi tra trecentocinquantamila e quattrocentomila presenze. Rapportando tali cifre alla ricettività del territorio, che conta circa diciottomila camere doppie pari a trentaseimila posti letto totali e a un potenziale teorico di oltre tre milioni e trecentomila notti nell’arco dei novantadue giorni estivi, emerge che con una permanenza media di quattro notti si generano tra un milione e quattrocentomila e un milione e seicentomila pernottamenti reali. Di conseguenza, le strutture ricettive hanno lavorato soltanto tra il quarantadue e il quarantotto per cento della propria capacità complessiva, aggravate da un forte afflusso concentrato nel fine settimana e da un netto calo nei giorni infrasettimanali.
Questa fluttuazione causa ingenti perdite, poiché gli alberghi devono sostenere costi fissi continuativi a fronte di incassi limitati a poche giornate, mentre la spesa contenuta dei soggiorni brevi viene assorbita dai servizi primari a svantaggio del commercio al dettaglio tradizionale. In conclusione, le cifre relative ai passaggi marittimi indicano unicamente la pressione sulle infrastrutture e non la ricchezza distribuita, rendendo necessarie nuove strategie focalizzate sul prolungamento dei soggiorni, sulla destagionalizzazione e sull’intercettazione di un turismo ad alto valore aggiunto per garantire la sostenibilità economica dell’isola.

