«La ricostruzione di Ischia è probabilmente la più complessa che abbia conosciuto». Claudio D’Ambra, rappresentante delle associazioni degli ingegneri dell’isola, utilizza parole nette per descrivere le difficoltà che rallentano il ritorno alla normalità dopo il terremoto del 2017. Al termine dell’incontro con il Commissario Feola e gli Ordini professionali, D’Ambra parla di un confronto positivo e costruttivo.
«Siamo soddisfatti perché siamo riusciti a individuare un punto di incontro non soltanto sul tema delle parcelle ma soprattutto sui problemi che frenano concretamente la ricostruzione». Secondo il professionista isolano il vero ostacolo è rappresentato dalla particolare complessità del territorio. «Ho avuto modo di confrontarmi con altre ricostruzioni, dall’Aquila al Centro Italia, ma una realtà come Ischia non l’ho trovata altrove. Qui convivono rischio sismico, rischio idrogeologico, rischio vulcanico e vincoli territoriali che rendono ogni procedura particolarmente difficile».
D’Ambra richiama poi l’attenzione sul dato evidenziato dal Commissario: appena il 25 per cento delle pratiche di delocalizzazione è stato presentato. «Questo è il vero punto. Su oltre mille possibili domande ne sono state depositate circa 250. Tecnici, Ordini e istituzioni devono fare uno sforzo comune per accelerare. L’obiettivo resta quello di riportare le persone nelle proprie abitazioni nel minor tempo possibile».

