Il Commissario tende la mano agli Ordini ma annuncia una stretta sul sistema della ricostruzione
Nessuna accusa ai professionisti che hanno lavorato finora nella ricostruzione post terremoto di Ischia, ma regole più rigide per evitare che gli incarichi restino concentrati nelle mani di pochi. È il messaggio lanciato dal Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Marcello Feola, al termine dell’incontro con gli Ordini professionali svoltosi a Palazzo Armieri.
Il Commissario ha innanzitutto chiarito uno dei punti maggiormente contestati nelle ultime settimane: «Non ho mai affermato che i tecnici abbiano violato delle norme. Hanno operato in base all’ordinanza 17 del 2022. Io ritengo che quell’ordinanza presentasse profili di incoerenza rispetto alla normativa vigente e con la 43 ho ricondotto la disciplina al quadro legislativo».
Feola ha ribadito che i limiti ai compensi fissati dal Decreto-legge 109 del 2018 restano invariati e non sono negoziabili. Tuttavia, ha aperto alla possibilità di rivedere alcune percentuali relative alle pratiche di delocalizzazione e all’indennizzo sostitutivo.
Il punto più incisivo riguarda però il futuro della ricostruzione. «Il vero tema che oggi ingessa la ricostruzione è la concentrazione degli incarichi professionali nelle mani di pochi tecnici. Con gli Ordini realizzeremo un protocollo rigoroso per contrastare questo fenomeno».
Il Commissario ha inoltre ricordato che i beneficiari del Cas avranno novanta giorni per scegliere la soluzione di delocalizzazione prevista dall’Ordinanza 43. Un passaggio considerato decisivo per accelerare un processo che, ad oggi, registra appena 250 pratiche definite su un potenziale di oltre mille domande.

